"Servizi eco-sistemici delle pratiche di allevamento in aree appenniniche"
"Servizi eco-sistemici delle pratiche di allevamento in aree appenniniche"
Lezione del Prof. Bruno Ronchi
22 aprile 2026
L’allevatore come custode dell’Appennino: l’analisi del Prof. Bruno Ronchi alla Sperelliana
Si è svolto mercoledì 22 aprile un incontro di altissimo valore scientifico e sociale presso la Sala ex Refettorio della Biblioteca Sperelliana. Protagonista del pomeriggio è stato il Prof. Bruno Ronchi, che ha declinato il complesso tema dei "Servizi eco-sistemici delle pratiche di allevamento in aree appenniniche", offrendo una visione moderna e necessaria del rapporto tra uomo, animali e territorio.
Il cuore della lezione: oltre la produzione zootecnica
Il fulcro dell'intervento del Prof. Ronchi ha riguardato il superamento della visione tradizionale dell'allevamento inteso solo come attività produttiva di beni (carne, latte, lana). Il docente ha introdotto con chiarezza il concetto di "servizio eco-sistemico": l'insieme di benefici che gli ecosistemi naturali forniscono al genere umano.
Nel contesto specifico delle nostre aree appenniniche, l’allevamento estensivo e il pascolamento non sono semplici residui del passato, ma strumenti tecnologici naturali per la gestione del territorio. Il Prof. Ronchi ha analizzato nel dettaglio tre pilastri fondamentali:
Regolazione e difesa del suolo: È stato evidenziato come il pascolo regolato svolga un'azione cruciale nel contenimento del dissesto idrogeologico. La presenza degli animali e la manutenzione dei prati-pascoli impediscono l'avanzamento incontrollato del bosco e del sottobosco degradato, riducendo drasticamente il carico incendiario e garantendo la stabilità dei versanti.
Biodiversità e sequestro del carbonio: Una parte significativa della lezione è stata dedicata alla capacità delle praterie appenniniche di agire come "serbatoi" di carbonio. Se gestite correttamente attraverso il pascolamento, queste aree favoriscono una varietà botanica immensa, che a sua volta sostiene la vita di insetti impollinatori e fauna selvatica, mantenendo in equilibrio l’intera catena alimentare locale.
Valore culturale e paesaggistico: Il professore ha sottolineato come l'identità visiva dell'Appennino umbro-marchigiano — quel mosaico di boschi e radure che attira turisti e studiosi — sia il prodotto millenario del lavoro dei pastori. Senza l'allevamento, il paesaggio perderebbe la sua leggibilità e il suo valore estetico e turistico.
Verso un nuovo patto tra città e montagna
L'approfondimento ha stimolato una riflessione profonda sulla necessità di riconoscere, anche economicamente, il ruolo dell'allevatore come "custode ambientale". Il Prof. Ronchi ha spiegato che la sopravvivenza delle comunità nelle aree interne dipende dalla capacità di valorizzare questi servizi invisibili, che garantiscono aria pulita, acqua controllata e paesaggi curati anche a chi vive nei grandi centri urbani.
L'attenta partecipazione dei soci ha confermato quanto il tema sia sentito, insieme a quelli delle sfide del ricambio generazionale in agricoltura e dell'importanza di consumi consapevoli che premino le filiere locali e sostenibili, capaci di restituire dignità e centralità al lavoro agricolo nel cuore delle nostre montagne.