"Macbeth di William Shakespeare: la forza distruttiva dell'ambizione smodata "
"Macbeth di William Shakespeare: la forza distruttiva dell'ambizione smodata "
Lezione del Prof. Alessandro Pauselli
27 maggio 2026
Mercoledì 27 maggio 2026 “Macbeth, di William Shakespeare: la forza distruttiva dell’ambizione smodata” per i Soci dell’Università della Terza Età Città di Gubbio .
La lezione del Prof. Alessandro Pauselli ha approfondito una delle tragedie più potenti, oscure e concentrate di William Shakespeare. Composta verosimilmente tra il 1603 e il 1606, l'opera esplora la rapidissima ascesa e la rovinosa caduta del protagonista, offrendo una riflessione profondissima sulla natura del male, sull'ambizione sfrenata e sul senso di colpa che ne deriva.
Ecco i punti chiave per comprendere la complessità di questo capolavoro:
La Trama in Sintesi
La storia si svolge nella Scozia medievale. Macbeth, valoroso generale dell'esercito del re Duncan, riceve una profezia da tre streghe (le Weird Sisters): diventerà signore di Cawdor e, successivamente, re. Poco dopo, la prima parte della profezia si avvera.
Consumato dall'ambizione e spinto dalla determinazione d'acciaio di sua moglie, Lady Macbeth, l'uomo decide di affrettare il destino: uccide il re Duncan mentre è suo ospite a castello e sale al trono. Da quel momento, per mantenere il potere e soffocare i sospetti, Macbeth intraprende una spirale di sangue, assassinando il suo compagno d'armi Banquo (di cui le streghe avevano predetto una discendenza reale) e la famiglia del nobile Macduff. Ma la corona si rivela una prigione: tormentati dai fantasmi e dal rimorso, i due coniugi scivolano nella follia. Lady Macbeth muore suicida, mentre Macbeth, rimasto solo e aggrappato a nuove e ingannevoli profezie, viene affrontato e ucciso da Macduff.
I Temi Principali
L'Ambizione Distruttiva: è il motore della tragedia. L'ambizione di Macbeth non è ingenua; sa perfettamente che l'atto che sta per compiere viola l'ordine morale e divino, ma sceglie deliberatamente di assecondarla, trasformandosi da eroe nazionale a tiranno sanguinario.
Il Destino contro il Libero Arbitrio: le streghe causano la caduta di Macbeth o si limitano a dare voce ai suoi desideri più nascosti? Shakespeare lascia aperto il dilemma: la profezia accende la scintilla, ma è la scelta consapevole di Macbeth a compiere il delitto.
La Colpa e la Paranoia: una volta versato il primo sangue, la pace mentale svanisce. Il "sonno", simbolo di purezza e ristoro, viene letteralmente ucciso dal crimine ("Macbeth ha ucciso il sonno"). La colpa si manifesta con visioni spettrali e allucinazioni, come le macchie di sangue invisibili ma indelebili sulle mani di Lady Macbeth.
Il Ribaltamento dei Valori: fin dalla prima scena, le streghe cantano il celebre verso: "Il bello è brutto, e il brutto è bello" (Fair is foul, and foul is fair). Tutto nell'opera è ambiguo, ingannevole e capovolto. La realtà si confonde con l'illusione.
I Personaggi Chiave
Macbeth: un uomo d'armi coraggioso ma psicologicamente fragile di fronte all'ignoto e alla propria coscienza. A differenza di altri cattivi shakespeariani (come Jago nell'Othello), Macbeth è pienamente consapevole del male che fa e soffre interiormente per ogni sua azione, il che lo rende una figura tragica e complessa.
Lady Macbeth: inizialmente appare come la mente fredda e spietata della coppia, pronta a rinnegare la propria femminilità e compassione per ottenere il potere. Tuttavia, la sua apparente forza si sgretola sotto il peso del rimorso, portandola al sonnambulismo e alla pazzia.
Le Tre Streghe: rappresentano le forze del caos, del destino e delle pulsioni inconsce. Non costringono mai Macbeth ad agire, ma usano un linguaggio ambiguo ed enigmatico per indurlo in tentazione e, infine, a una falsa sicurezza che lo porterà alla rovina.
Curiosità: "La Tragedia Scozzese"
Nel mondo del teatro esiste una celebre superstizione legata a quest'opera. Molti attori e registi evitano di pronunciare il nome Macbeth all'interno di un teatro, riferendosi ad esso semplicemente come "La Tragedia Scozzese" (The Scottish Play). Si dice infatti che l'opera sia maledetta, leggenda nata a causa dei numerosi incidenti reali accaduti durante le messe in scena nel corso dei secoli, o forse perché Shakespeare inserì nel testo vere formule rituali per compiacere il re Giacomo I, grande appassionato di demonologia.
Resta una delle opere più brevi, ma indubbiamente più dense e cinematografiche, dell'intera produzione shakespeariana.