"Le api e il miele conservati nei documenti d'archivio eugubini, tra età medievale e moderna"
"Le api e il miele conservati nei documenti d'archivio eugubini, tra età medievale e moderna"
Lezione della Prof.ssa Patrizia Biscarini
29 aprile 2026
Api e Miele: Un Viaggio tra le Carte d’Archivio e i Profumi del Territorio
Si è tenuto mercoledì 29 aprile 2026 presso la Sala Ex Refettorio l’atteso incontro conclusivo del programma di aprile, dal titolo "Le api e il miele conservati nei documenti d'archivio eugubini, tra età medievale e moderna", un appuntamento che ha saputo intrecciare con estremo rigore scientifico e passione divulgativa la storia documentale del nostro territorio e l’attualità dell’apicoltura locale.
Il Miele nella Storia Eugubina: una Sostanza Preziosa
La Prof.ssa Patrizia Biscarini ha presentato una relazione di grande spessore, frutto di una meticolosa ricerca condotta sui documenti d'archivio eugubini che spaziano dal Medioevo all'Età Moderna. La studiosa ha messo in luce come il miele non fosse considerato un semplice bene alimentare, bensì una sostanza estremamente pregiata e di alto valore commerciale.
Dalle carte d’archivio emerge chiaramente il ruolo centrale degli Speziali: erano loro a gestire la conservazione e la vendita del miele, utilizzandolo come base fondamentale per preparati medicinali e rimedi curativi. Il miele appariva nei documenti come una sostanza "pregiata", soggetta a regolamentazioni precise e spesso legata a donazioni o scambi di alto rango, a testimonianza di quanto questo prodotto fosse vitale per l'economia e il benessere della comunità nei secoli passati.
L'Apicoltura Moderna: Il Ruolo Vitale delle Api Mellifere
Nella seconda parte dell’incontro, la parola è passata a Francesco Ambrogi, in rappresentanza della Cooperativa Apicoltori di Gubbio e Gualdo Tadino. Ambrogi ha offerto una panoramica tecnica e naturalistica sull'incredibile mondo dell'alveare, spiegando nel dettaglio il ciclo di vita delle api e le moderne tecniche di conduzione delle arnie.
Un punto centrale dell'approfondimento è stato il ruolo fondamentale delle api mellifere come insetti pronubi. Ambrogi ha sottolineato come l'attività di impollinazione svolta dalle api sia un pilastro insostituibile per l'agricoltura e la biodiversità: il loro volo da un fiore all'altro garantisce la fecondazione delle piante e, di conseguenza, la produzione di frutti e semi che sostengono l'intero ecosistema.
Le Eccellenze del Nostro Areale: dalla Melata all'Edera, un'esperienza sensoriale
L'intervento ha poi esplorato la straordinaria varietà di mieli che il territorio di Gubbio e Gualdo Tadino è in grado di offrire, a seconda delle fioriture e della stagione e, a conclusione della lezione, i soci hanno avuto il privilegio di partecipare a un assaggio guidato offerto dagli apicoltori della Cooperativa. Questa degustazione ha permesso di toccare con mano (e con il palato) le differenze tra le varietà illustrate, trasformando i concetti teorici in un'esperienza sensoriale indimenticabile.
Acacia: delicato, chiaro e naturalmente liquido, amatissimo per la sua dolcezza equilibrata.
Millefiori: lo specchio della biodiversità locale, dal sapore variabile e armonioso.
Castagno: scuro e intenso, dal retrogusto amarognolo tipico delle nostre zone boschive.
Tiglio: rinfrescante e balsamico, con note quasi mentolate.
Edera: un miele autunnale raro, che cristallizza molto rapidamente, dal sapore vegetale e persistente.
Melata: non derivante dal nettare ma dalla resina delle piante, è un miele molto scuro, meno dolce ma ricchissimo di sali minerali.
L’incontro ha confermato ancora una volta come la cultura, all’Università della Terza Età, passi attraverso la riscoperta delle radici storiche e la consapevolezza della ricchezza naturale che ci circonda.
Il canto della Regina