La resilienza in psichiatria. Quando la ferita serve per crescere
La resilienza in psichiatria. Quando la ferita serve per crescere
Incontro con il Dott. Carlo Pierotti
18 Febbraio 2026
La ferita che diventa luce: il successo della lezione del Dott. Pierotti sulla Resilienza
Si è tenuto il 18 febbraio 2026, presso la sede dell’Università della Terza Età di Gubbio, l'atteso incontro con il Dott. Carlo Pierotti dal titolo: "La resilienza in psichiatria: quando la ferita serve per crescere".
L'evento ha visto una partecipazione attenta e numerosa, a testimonianza di quanto il tema della salute mentale e della rinascita interiore sia sentito nella nostra comunità.
È un titolo affascinante quello scelto dal dottor Carlo Pierotti, poiché ribalta la prospettiva comune sul trauma: la ferita non è più solo un danno da riparare, ma diventa il punto di partenza per una ristrutturazione della personalità.
In psichiatria, la resilienza non è un semplice "ritornare allo stato precedente", ma è un processo dinamico di trasformazione.
Ecco i punti chiave che solitamente caratterizzano questo approccio:
La Ferita come "Feritoia" - Il termine suggerisce che il trauma crea una crepa attraverso la quale è possibile guardare il mondo e se stessi in modo nuovo. Invece di nascondere la cicatrice, la psichiatria moderna invita a integrarla nella propria storia.
Dalla Vulnerabilità alla Forza - La lezione del Dr. Pierotti ha esplorato come il dolore possa attivare risorse latenti:
Consapevolezza: Capire i propri limiti per rafforzare le proprie difese.
Creatività: Trovare nuovi modi per adattarsi a una realtà che è cambiata per sempre.
Empatia: Chi ha sofferto spesso sviluppa una maggiore capacità di connettersi con il dolore altrui.
Il Concetto di Crescita Post-Traumatica - A differenza del disturbo da stress post-traumatico, si parla di crescita post-traumatica. Non si nega la sofferenza, ma si osserva come l'individuo possa sviluppare: una maggiore stima di sé, relazioni più profonde, una nuova scala di valori esistenziali.
"Non è la specie più forte a sopravvivere, né la più intelligente, ma quella più pronta al cambiamento."
Oltre la resistenza: i pilastri della Resilienza
Il Dott. Pierotti ha spiegato che la resilienza non è un semplice sforzo individuale, ma un processo dinamico che si poggia su quattro componenti fondamentali:
Auto-efficacia: La consapevolezza di possedere le competenze per agire e la capacità di riconoscere le proprie potenzialità.
Reazione emotiva: La capacità di comprendere profondamente come rispondiamo interiormente agli eventi della vita.
Pro-socialità: L’importanza di saper generare risposte sociali e la capacità di chiedere aiuto, accettando con umiltà che l'altro entri nel proprio vissuto.
Ottimismo: Inteso come "prospettiva lunga", ovvero la capacità di mantenere uno sguardo alto sul futuro nonostante le difficoltà.
Comprendere il linguaggio delle Emozioni
Per poter crescere attraverso la ferita, è necessario saper leggere le proprie emozioni. Il Dott. Pierotti ha presentato uno schema fondamentale che mette in relazione l'origine del sentimento con il bisogno che ne deriva:
Origine Emozione Bisogno Comportamento conseguente
pericolo paura essere protetti chiedere aiuto
sopruso rabbia essere rispettati chiedere rispetto
perdita tristezza essere consolati chiedere consolazione
riconoscimento gioia condividere condivisione
Trasformare la perdita in conoscenza: il Bisogno e la Riorganizzazione. Un punto cruciale della lezione ha riguardato l'elaborazione della privazione. Noi oggi abbiamo tolto il BISOGNO. Se non ho il bisogno, non ho l’occasione per riorganizzarmi.
Il Dott. Pierotti ha sottolineato che, di fronte a una perdita, il vero obiettivo non è "non provare dolore", ma evitare che questo si trasformi in sofferenza cronica. Il dolore deve invece diventare una fase di conoscenza profonda di ciò che è accaduto, permettendoci di integrare l'evento nella nostra storia e guardare finalmente "oltre".
La Resilienza come missione dell'Università della Terza Età
Questo messaggio si sposa perfettamente con gli scopi della nostra Associazione. Parlare di resilienza nel contesto dell'UNI3, non è solo un esercizio accademico, ma una missione sociale:
Il valore dell'esperienza: In un’età in cui le sfide e i cambiamenti sono frequenti, la resilienza ci insegna a riorganizzarci partendo dai nostri bisogni.
Combattere l'isolamento: La pro-socialità discussa dal Dottore è il cuore del nostro stare insieme: chi sa fare un passo indietro per aiutare gli altri fa la vera differenza nella comunità.
Crescita continua: Ogni cicatrice non è un segno di fragilità, ma una "feritoia" da cui far passare nuova luce.
Un ringraziamento speciale al Dottor Pierotti per la chiarezza e l'umanità con cui ha trattato un argomento così delicato, ricordandoci che per la nostra associazione non è mai troppo tardi per coltivare una "prospettiva lunga" sulla vita.