La lezione del Neorealismo nel cinema oggi
La lezione del Neorealismo nel cinema oggi
Lezione di Giuseppe Carbone
21 Gennaio 2026
Mercoledì 21 gennaio 2026 presso la sede dell’Università della Terza Età Città di Gubbio si è tenuta una lezione di grande rilievo culturale dedicata al tema “La lezione del Neorealismo nel cinema oggi”, condotta da Giuseppe Carbone, gestore del Cinema Astra di Gubbio.
L'incontro ha rappresentato un nuovo capitolo della collaborazione ormai consolidata tra l'Università e Giuseppe Carbone, che negli anni accademici passati ci ha guidato in più occasioni alla scoperta dei linguaggi, dei maestri e delle trasformazioni del cinema italiano.
Anche quest'anno la sua capacità di coniugare rigore critico e passione divulgativa ha coinvolto il pubblico in una riflessione profonda sul valore e sull'attualità del Neorealismo, nato nel dopoguerra con registi come Visconti (Ossessione, 1943), Rossellini (Roma città aperta, 1945; Paisà, 1946; Germania anno zero, 1947)), De Sica ( Ladri di biciclette, 1948; Sciuscià, 1946) ) e ancora vivo nel cinema contemporaneo.
Durante l'incontro è stato tracciato un percorso che, partendo dai grandi autori del dopoguerra – Visconti, Rossellini, De Sica – ha evidenziato come il loro sguardo realistico e umanissimo ha continuato ad ispirare negli anni ’50 e ’60 registi come: Francesco Rosi (Le mani sulla città, 1963), Gillo Pontecorvo (La battaglia di Algeri, 1966), esempi di impegno civile e denuncia sociale.
Al filone neorealista si può anche annoverare la serie di cinque film dedicata a Don Camillo, il famoso personaggio ideato dallo scrittore Giovanni Guareschi, distribuiti tra il 1952 e il 1965 per la regia di diversi registi, come Julienne Duvivier, Carmine Gallone e Luigi Comencini.
Carbone ha sottolineato come il Neorealismo, più che una stagione storica, rappresenta una forma di attenzione verso la realtà , verso le persone comuni e le loro storie, principio che ritroviamo nelle opere dei nuovi registi che raccontano la società con autenticità e misura poetica.
Linee di eredità neorealista
Centralità delle persone comuni: il Neorealismo raccontava vite ordinarie, segnate da povertà, lavoro precario, fragilità sociali; questa attenzione al quotidiano ritorna nel cinema sociale contemporaneo, che guarda a periferie, migranti, famiglie in crisi più che a eroi eccezionali. Molti film odierni recuperano la scelta di attori non professionisti o poco conosciuti, un montaggio essenziale e una messa in scena “trasparente”, che lascia spazio all'osservazione e alla durata dei gesti, proprio come nei classici di Rossellini, De Sica e Visconti.
Realismo degli ambienti: il Neorealismo ha rivoluzionato l'uso delle location reali. Addio agli studi di posa e alle scenografie artificiali, largo alle riprese in esterni autentici – strade, borgate, campagne, città reali – con attrezzature leggere, luce naturale e attori spesso non professionisti, per catturare la vita quotidiana con verità cruda e impegno sociale. Questa eredità persiste in molti film di oggi, dove i luoghi veri diventano protagonisti, raccontando marginalità, famiglie e ingiustizie con uno sguardo etico e diretto.
Sguardo etico e politico: il Neorealismo univa racconto e impegno civile; molti autori contemporanei continuano a usare il cinema come strumento di interrogazione critica della società, dei poteri e delle disuguaglianze.
Registi e autori di oggi
· Nel cinema italiano recente si riconoscono tratti neorealisti in registi come Matteo Garrone, che in Gomorra (2008) usa location reali delle periferie napoletane per denunciare criminalità e migrazioni;
· All'estero, nel regista americano Spike Lee (Fai la cosa giusta, 1989) e nel messicano Alfonso Cuaròn (Roma,2018)
La vivace partecipazione dei presenti ha confermato l'interesse e la sensibilità che il pubblico dell'Università della Terza Età riserva da sempre agli approfondimenti sul linguaggio cinematografico, riconoscendo in esso un prezioso strumento di conoscenza e memoria collettiva.