Anche al buio si può. Un'esperienza a stretto contatto con la disabilità
Anche al buio si può. Un'esperienza a stretto contatto con la disabilità
Incontro con Ubaldo Cecilioni
18 marzo 2026
“Anche al buio si può. Un’esperienza di vita a stretto contatto con la disabilità.” L’incontro con Ubaldo Cecilioni
Mercoledì 18 marzo 2026 si è tenuto presso la nostra sede un incontro di straordinario spessore umano e formativo, che ha visto come protagonista Ubaldo Cecilioni, oggi quarantottenne, la cui vita è stata segnata da una svolta drammatica e imprevista. La sua testimonianza ha offerto a tutti i presenti un potente esempio di come, partendo dalle macerie di un'esistenza spezzata, si possa costruire un nuovo e significativo percorso di vita.
La Svolta e il Momento Buio
La narrazione ha preso avvio dal punto di rottura: a diciannove anni, un terribile incidente automobilistico ha strappato ad Ubaldo la vista. Al risveglio dopo una lunga operazione, si è trovato catapultato in una realtà di oscurità, solitudine e disperazione. È stato descritto quel primo periodo come un abisso, un momento in cui il senso stesso dell'esistenza sembrava azzerato. Ubaldo ha ricordato la maschera che portava con gli altri, mentre in privato si consumava nella tristezza e nella rabbia.
Tuttavia, già in quei momenti, il nucleo fondamentale della famiglia ha offerto un sostegno insostituibile. L'affetto dei genitori, del fratello e della sorella, insieme a quello degli amici più cari, ha rappresentato il primo, timido, appiglio verso la risalita. È emersa con forza la consapevolezza che, per quanto dolorosa fosse la condizione presente, era necessario fare i conti con un fatto fondamentale: era rimasto vivo.
La Ricostruzione e l'Autonomia Domestica
Il vero miracolo di Ubaldo non è stato il recupero della vista, ma la riconquista della vita. Con determinazione e coraggio, si è dato "una scossa", rifiutando di farsi schiacciare dalla propria condizione. Ha scelto di non piangere su ciò che aveva perso, ma di valorizzare al massimo ciò che ancora aveva e ciò che poteva ancora imparare. Ha ricostruito la propria esistenza su "parametri totalmente nuovi", un percorso faticoso ma straordinariamente fertile.
Un momento cruciale di questa rinascita è stato il corso per non vedenti frequentato a Firenze, dove ha vissuto in autonomia in un convitto. Lì, passo dopo passo, ha imparato l'autonomia nelle piccole cose: l'uso del treno con l'assistenza della "Sala Blu", l'utilizzo del computer con software specifici e l'uso del telefono grazie allo screen reader. Pian piano, a piccoli passi, gli si è aperto un mondo nuovo. L'apprendimento dell'uso del bastone bianco e l'affiatamento con il cane-guida hanno ulteriormente ampliato i suoi orizzonti.
Questa ricerca di indipendenza è proseguita fino alla gestione della propria casa: Ubaldo ha spiegato di vivere da solo, giungendo in autonomia a gestire la quotidianità.
Lo Sport e le Grandi Imprese
Ubaldo ha poi raccontato come lo sport sia stato un pilastro fondamentale di questo processo. Ha iniziato con il tiro con l'arco, unendosi alla Compagnia Arcieri Eugubini, dove ha imparato la tecnica e ottenuto i primi risultati sportivi.
Successivamente, la sua passione lo ha portato verso altre discipline, dove ha raggiunto livelli di eccellenza:
Atletica Leggera: si è dedicato al lancio del disco e del peso e partecipando con successo a numerose competizioni.
Judo: ha vinto titoli importanti in questa disciplina, arrivando a gareggiare all'estero e continuando tutt'oggi a confrontarsi in combattimento con atleti vedenti.
Monta a Cavallo: ha praticato con successo la monta americana, dimostrando una coordinazione e una sensibilità fuori dal comune.
Oltre allo sport, Ubaldo ha coltivato lo spirito d'avventura attraverso numerosi viaggi, anche in aereo, che lo hanno portato a scoprire il mondo. Ha ricordato con particolare emozione l'impresa del Cammino di Santiago: ha percorso ben 900 km in 35 giorni, una sfida fisica e mentale che ha confermato la sua incredibile forza di volontà.
Il Riscatto e il Successo Accademico
La sua vita si è riempita di impegni: ha trovato lavoro come centralista presso la Comunità Montana e si è avvicinato alla cultura attraverso gli audiolibri. Con una determinazione eccezionale, si è iscritto all'Università LUMSA, terminando il corso di laurea in Scienze dell' Educazione con 110 e lode.
Oggi Ubaldo vive una vita piena e ricca di soddisfazioni. Nonostante le limitazioni oggettive della sua condizione, ha dimostrato come la vera barriera non sia la disabilità fisica, ma la nostra mentalità. "L'autonomia di cui sembrava privato all'inizio," è stato un concetto fondamentale del suo intervento, "era in realtà migliorabile". Ha sottolineato come il suo modo di ragionare sia cambiato, concentrandosi sulle possibilità e non sulle limitazioni.
Un Messaggio di Speranza e un Invito alla Salute
L'incontro si è concluso con un messaggio di profonda ispirazione. La testimonianza di Ubaldo Cecilioni non è stata solo la storia di una vittoria personale contro le avversità, ma un potente invito per tutti a non abbattersi di fronte alle difficoltà della vita. Ha insegnato che, anche quando l'orizzonte sembra sbarrato, è possibile trovare nuove strade e nuovi valori.
Ubaldo ha voluto rivolgere a tutti i presenti, e in particolare ai soci dell'Università della Terza Età, un caloroso invito a praticare un'attività fisica costante. Ha spiegato, infatti, come il movimento non sia solo una questione di performance, ma uno strumento fondamentale di prevenzione, capace di spostare in avanti l'insorgere di patologie legate alla vecchiaia e di migliorare drasticamente la qualità della vita a ogni età.
Con il suo esempio, ci ha mostrato che la vita è un dono prezioso e che, anche di fronte alle prove più dure, possiamo scegliere di non essere vittime, ma protagonisti della nostra rinascita. La vera forza non sta nel non cadere mai, ma nell'avere il coraggio di rialzarsi, ogni volta, con occhi nuovi e una forza rinnovata.